Articolo

 

02/06/2008
pickwicki al festival del racconto di Cremona

Non conoscevamo particolarmente bene Cremona e non possiamo purtroppo ancora dire di conoscerla. Eppure la sorpresa è stata protagonista il primo giugno: scesi dal treno, ci ha accolto una città vuota, silenziosa. Abbiamo attraversato un quartiere denso di scuole superiori, irrealmente silenziose di domenica pomeriggio e posato l’occhio sui primi nobili palazzi, man mano che ci avviavamo verso il Turàzz, che insieme al Duomo, ai Violini e ai torroni distinguono la città secondo un noto adagio lombardo.

Il festival del racconto sembra dipanarsi in diversi luoghi simbolici della città, ma la maggior parte dei reading si tengono dietro il battistero, in piazza S.A.M. Zaccaria.

È la prima edizione di “Cremona. Festival del Racconto”, ideato dalla Provincia di Cremona, dal Comune di Cremona e da Rizzoli, forte della collaborazione di Classica (in onda su SKY 728) e Radio 3.

A Cremona, come dichiara l’organizzazione, “il racconto è vissuto come rappresentazione e performance – showing”. E soprattutto, vista la centralità della parola detta in tutto il festival, il racconto diventa soprattutto “pronunciato – telling” e diventa anche danza contemporanea, musica e teatro.

Un palco coperto (la pioggia era un’eventualità calcolata), un tendone con vendita di libri – racconti e opere dei lettori eccellenti che si sono alternati nella tre giorni cremonese – e un pubblico prima rado e poi inaspettatamente fitto, per la soddisfazione degli organizzatori, che tradiscono una certa incredulità nel contare le rare sedie vuote.
pickwicki c'era.

La parola passa a William Faulkner, per bocca di Antonio Scurati, autore tra l’altro di “Una storia romantica” per Bompiani (2007), romanzo risorgimentale milanese con l’ancor più milanese “Bacio” di Hayez per copertina. Però si parla di America, di quel Sud che Faulkner vive e racconta in quasi ogni suo scritto. Ascoltiamo la storia decadente e gotica della signorina Emily Grierson (“Una rosa per Emily”, Adelphi, Milano, 1997). La piazza ascolta, rapita e silenziosa, per circa mezz’ora.

Il pubblico è composito, meno numerosi i giovani. Seguono altre letture e appuntamenti che si possono godere sorseggiando un drink in una piazza ancora luminosa. Per quanto abbiamo visto – volessimo procedere per induzione – il Festival è stato un successo e ha mostrato come non di rado la cultura sia in grado di riempire le piazze.

Cremona non si arrende. Da giovedì infatti si ricomincia con Cremonainpoesia 2008 (5,6,7,8 giugno)

***
Questo post è stato pubblicato anche qui


Scritto alle 19.08  0 commenti

Voto: 

Scrivi un commento