Libro

 

Circoli Circoli

di Marco Nundini

La rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle passate generazioni in geroglifici incomprensibili. Per questo motivo il giovane ispettore Loreta Assensi, poco più che trentenne, è costretta a chiedere aiuto per risolvere un insolito caso d’omicidio. Insolito a partire dall’arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l’unico indizio è un’ingiallita lettera vergata a mano che l’antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla è un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Sarà proprio lui a farle intraprendere un viaggio che la porterà dalle rive scaligere dell’Adige sino alle sponde del Riò Paranà. Non solo un giallo dai riflessi noir, ma il presagio di un mondo il cui passato presto svanirà nell’effimera vita di uno stile di comunicare senza più carta, senza più inchiostro.L’autoreMarco Nundini nasce a Reggio Emilia. Pubblicista da un decennio, ha lavorato con le maggiori riviste italiane di viaggi e turismo (Gente Viaggi, Panorama Travel, Quì Touring, Oasis, Traveller Condé Nast) firmando reportage da ogni angolo del pianeta. Per due anni ha coordinato l’area iniziative speciali del mensile Itinerari e luoghi. Nel 1999 ha ricevuto dal Presidente del Messico il premio giornalistico “Pluma de Plata”, quale autore del miglior reportage sul paese in lingua italiana. Oggi vive e scrive a Verona

 

Edizione 1° anno 2008
Editore: Ibiskos Editrice Risolo - Lingua: italiano - Collana: Minimal Yellow
Pagine: 180 - Traduttore:
ISBN: 9788854604483 - EAN: 9788854604483
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Recensioni: 3
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Mentre lo leggevo mi sono chiesto se la birra che il Filografo beve nel romanzo esiste davvero? Esiste sul serio ed è un’ottima birra. Mi sono chiesto se anche l’ispettore Loreta Assensi esiste davvero. Non come ispettore, ma come donna. Perché se mai esistesse davvero mi piacerebbe tanto conoscerla. Ammetto che Vite Corsive mi ha colto di sorpresa. Arrivato come sussurro da myspace ho iniziato a leggerlo con un certo scetticismo. Vallo a sapere che si può uccidere con i fiori! Un bel giallo, anche detto da me che di gialli non vado matto.

Scritta il 26/11/2008 alle 18.00 da Swappy  0 commenti
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Sono 180 pagine di storie corsive, quelle del circo umano che popola il romanzo: emigranti che piangono, che si abbracciano, gioiscono; investigatori balbuzienti, anche nei loro sentimenti, nelle passioni che li avvicinano; omicidi insospettabili camuffati nel perbenismo della società borghese; anziani perduti nel loro mondo antico. C'è una storia in giallo è vero! C'è una sfumatura noir, anche questo è vero! Ma vi si ritrova anche il rimpianto per un mondo che si spegne con la scrittura che lo ha accompagnato, raccontandolo per secoli. Un mondo che cede il passo ad una società fatta di guizzi virtuali, di connessioni wifi, incapace di domare, di contenere i sentimenti forti, epidermici, come la gelosia. La gelosia che lega tra loro protagonisti e antagonisti di questo romanzo.

Scritta il 03/03/2009 alle 14.42 da Tailor80  0 commenti
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Mentre lo leggevo mi sono chiesto se la birra che il Filografo beve nel romanzo esiste davvero? Esiste sul serio ed è un’ottima birra. Mi sono chiesto se anche l’ispettore Loreta Assensi esiste davvero. Non come ispettore, ma come donna. Perché se mai esistesse davvero mi piacerebbe tanto conoscerla. Ammetto che Vite Corsive mi ha colto di sorpresa. Arrivato come sussurro da myspace ho iniziato a leggerlo con un certo scetticismo. Vallo a sapere che si può uccidere con i fiori! Un bel giallo, anche detto da me che di gialli non vado matto.

Scritta il 26/11/2008 alle 18.00 da Swappy  0 commenti
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La trama gialla è un piacevole pretesto per proiettare chi legge in un prossimo futuro, un tempo dove la perdita del corsivo, della comunicazione calligrafica fatta di carta ed inchiostro è ormai scomparsa. La linea temporale non corre così veloce da far pensare ad un fantaromanzo, anzi la scansione si percepisce appena, ma emerge prepotente una nuova disciplina: la filografia. Perchè in una società dove sms e mail, che per loro natura non si conservano, per risolvere una serie di inspiegabili omicidi si deve ricorrere ad un docente fuori dal tempo (intrigante il ragazzo) capace di ricostruire storie passate dalle lettere contorte di vecchie ed ingiallite lettere. Scritto in un italiano a tratti forse eccessivamente ricco, il romanzo assorbe sempre di più, mano a mano che i frammenti apparentemente disordinati della storia cominciano a collimare tra di loro. Ma è il finale che lascia sorpresi, quando il giallo, abbandonati i sui meccanismi consolatori, cede al fascino amaro del nero tornando, senza pietà, ai drammi umani di ogni giorno.

Scritta il 16/11/2008 alle 13.33 da Mafy57  0 commenti
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