Libro

 

Circoli Circoli

di Rosella Postorino

Una città di provincia, una casa in cima a una scalinata, una stanza al piano di sopra. Nella stanza c'è un uomo, immobilizzato in un letto. Ester studia poco, frequenta un gruppo di amici con cui passa pomeriggi e serate a fumare dentro un baretto sul mare o a bere nelle cantine dei ragazzi delle case popolari. A scuola ha una sola amica, diversa da lei, una ragazza che legge e disegna, che esce poco, perché il padre la preferisce in casa, seduta a cena con la famiglia, una sera dopo l'altra. Ester sembra libera e indipendente, è capace di baciare e farsi sfiorare, sa concedersi e poi ritrarsi, sa scatenare e trattenere il desiderio feroce di un uomo più grande. E invece si è perduta, si è smarrita nel silenzio insostenibile della sua casa, nel verde acido di un divano invecchiato, nell'impossibilità di comunicare con la madre se non attraverso frasi veloci e sprezzanti. È affondata nell'incapacità di nutrirsi, nel disperato sgomento di quella stanza di cui non si può parlare: li c'è il padre, da dieci anni, muto, congelato, sospeso tra la vita e la morte. "La stanza di sopra" è il primo romanzo di una giovane scrittrice italiana: cronaca della crudeltà e del desiderio, del possesso e della separazione, di chi non ha parole per misurarli ed esprimerli; anatomia emotiva del distacco doloroso e incolmabile che separa l'infanzia dalla maturità; ritratto di una ragazza che si guarda vivere, e che si getta nel mistero e nell'ambiguità dei rapporti umani.

 

Edizione anno 2007
Editore: Neri Pozza - Lingua: - Collana: Bloom
Pagine: - Traduttore:
ISBN: 9788854501652 - EAN:
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Recensioni: 1
Inserito da Luca

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LA PIU' VOTATA

"La stanza di sopra" opera prima di Rosella Postorino è un libro che devo ancora meditare prima di esprimere un giudizio definitivo. Non è il mio genere, ma cammin leggendo ho riconosciuto alcuni spunti interessanti. La lingua è densa, la narrazione procede spesso per immagini e comunica stati d'animo (di solito drammatici e tendenzialmente complicati dal fattore "adolescenza" della narratrice-protegonista) con efficacia. Non parlerei di esattezza, perché siamo molto lontani dalla linearità, dall'esattezza calviniana e dalla logica ferrea di altre storie. Si tratta di un felice esperimento di scrittura emotiva giustamente premiato. Pregio meno immediato ma evidente per un lettore metropolitano è lo spaccato della provincia costiera italiana (la immagino chissà come ligure): circoli e relativa compagine umana, giovani scazzati e maledetti, locali fumosi. Non del tutto chiara la collocazione temporale delle vicende, che però non sembrano contemporanee (azzarderei gli ultimi anni 1980 o i primi 1990, visti anche i riferimenti televisivi, la mancanza di telefoni cellulari e altri dettagli). Molto convincenti alcune situazioni di contorno: la descrizione dell'amica e della sua famiglia è un cammeo perfettamente riuscito, in grado di visualizzare situazioni con un realismo più pittorico che fotografico. Personalmente considero meno avvincente la fabula, che presenta tratti di scontatezza: ma forse è proprio nel non-accadere quasi nulla che sta la radice del romanzo.

Scritta il 12/01/2008 alle 17.45 da Luca  0 commenti
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