Libro

 

Circoli Circoli

di Flavio Soriga

Un matrimonio di rito indiano in una villa del Cinquecento e due uomini che amano la stessa donna. Un padre che va via, una madre ferita, un ragazzo che lascia la sua piccola isola di fronte all'Africa e cerca una vita normale in una grande città, lontano dall'incanto dei tredici anni, dalla poesia dei ricordi. Un ballerino che corre per Londra - bellissimo, fragile e inquieto un uomo che forse arriverà all'aeroporto, lo abbraccerà chiedendogli scusa, o forse no, non ne avrà il coraggio. Un Presidente sudamericano e un'attrice che ha lasciato l'Italia per un paese di caldo e cactus, chitarre e rivoluzioni. Un gatto che arriva per caso, in pieno agosto, e candele che si accendono al tramonto, e il coraggio che serve per stare bene con niente. Tra Roma e la Toscana, la Sardegna e Islington, una raccolta di storie, di vite, di città, un libro intenso e poetico in cui Soriga racconta la passione e la gelosia, l'incontrarsi e il perdersi, la magia del ritrovarsi, la fatica e la facilità dell'amore.

 

Edizione -- anno 2009
Editore: Bompiani - Lingua: - Collana: Narratori Italiani
Pagine: 146 - Traduttore:
ISBN: 8845262170 - EAN: 9788845262173
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Il problema delle raccolte di racconti inizia quando ti rendi conto che non tutti i racconti ti piacciono in modo uguale. Voglio dire, se un romanzo non ti piace, è facile: lo chiudi e lo metti in un angolo. Ma se di una raccolta ti piace solo qualche racconto, che ne fai del libro? Fisicamente, dico. Mica puoi smembrarlo e tenere solo le parti buone. Non puoi dire che ti è piaciuto, ma non puoi nemmeno dire che non ti è piaciuto. “L’amore a Londra e in altri luoghi” ha il difetto di iniziare con un lungo racconto che mi ricorda “L’isola di Arturo“, ma che sta alla Morante come Brizzi sta a Salinger. Un racconto che si dilunga come un pomeriggio d’agosto in Sud Italia, e che finisce più o meno allo stesso modo, cioè in un niente di fatto. Poi migliora, con il tramonto e l’arrivo dell’ora dell’aperitivo, e ci sono anche delle belle immagini, degli abbozzi di sogno che varrebbe la pena vivere, ma ci sono arrivata che ero già un po’ stanca.

Scritta il 07/04/2009 alle 10.00 da dirimpa  0 commenti
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