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di Lev Tolstoj

Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. "In Anna Karenina è rappresentata - scrive Natalia Ginzburg - la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità". Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: "Anna Karenina è un'opera d'arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa... e che pure sarebbe necessaria ai popoli d'Occidente".

 

Edizione 1° anno 2006
Editore: BUR - Lingua: italiano - Collana:
Pagine: 1210 - Traduttore: Leone Ginzburg
ISBN: - EAN: 9788817011525
Utenti che lo posseggono: 8
Recensioni: 1
Inserito da henribeyle

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Non è stato il primo libro di Tolstoj che ho letto.
Di cose su Anna Karenina se ne possono dire tante.
Inquietante che la scintilla tra Anna e Vronskij abbia inizio in una stazione ferroviaria e li finisca in maniera tragica e definitiva. E' inquietante anche il fatto che Anna abbia un presagio di questo: il primo incontro con Vronskij è turbato da un incidente in stazione che sarà la conclusione della storia d'amore tra i due.
Quello che più mi ha colpito è il mutare dei sentimenti di Anna verso il giovane Vronskij e viceversa: verso la fine della storia sembra che non possano sopportarsi a vicenda (dopo tanti incontri furtivi passionali lontani dagli occhi della buona aristocrazia russa che non vedeva positivamente le scappatelle anche se ne era a conoscenza).
E' la mutevolezza dell'amore o le continue incomprensioni tra i due?
Anna verso la fine diventa molto gelosa e opprime il giovane Vronskij che non riesce a rinunciare alla vita mondana.
Anna chiede un amore che Vronskij non riesce a dare ma Vronskij (secondo me) è innamorato di Anna a suo modo.
E qui sorge il problema di quello che vogliamo dall'altro.
La soluzione che qui da Tolstoj è ovviamente estrema: ma c'è da prendere in considerazione il fatto che ad Anna, perso Vronskij (almeno secondo lei), non rimane più niente: è ripudiata ormai dall'alta società pietroburghese e di Mosca e il figlio avuto col precedente marito sembra che ormai non si ricordi più di lei.
Non le rimane più niente per aver cercato di catturare il vero amore passionale.
Ma nella storia parallela di Kitty e Levin invece Tolstoj da la soluzione (all'interno dello stesso libro) e secondo me la stessa soluzione è riportata nella parte finale di "Felicità familiare": ossia che l'amore cambia e che questo deve essere accettato.

Ovviamente questa è una mia interpretazione personale.
Chiedo scusa in anticipo per aver cercato di parlare di una cosa più grande di me.

Scritta il 13/07/2008 alle 21.38 da levin  2 commenti
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