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di Geraldine Brooks

La storia dell'Haggadah di Sarajevo, un manoscritto sopravvissuto all'Inquisizione e a tutte le persecuzioni sofferte da sempre dagli ebrei, un libro che simboleggia la forza stessa della vita che si oppone alle tenebre della morte. Un romanzo storico che come una spy story ricostruisce la strabiliante vicenda di uno dei libri più preziosi della civiltà umana. I nazisti volevano rubarlo, durante la guerra civile serbo-bosniaca ha rischiato di essere distrutto, è stato oggetto di vili scambi e truffe, ha attraversato secoli e paesi ed è arrivato fino a noi integro, grazie all'amore di alcuni giusti: i custodi dell'Haggadah di Sarajevo.

 

Edizione 1° anno 2008
Editore: Neri Pozza - Lingua: Italiano - Collana:
Pagine: 416 - Traduttore: M. Ortelio
ISBN: - EAN: 9788854502529
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“Là dove si danno alle fiamme i libri,
si finisce per bruciare anche gli uomini”
Heinrich Heine



L’ Haggadah (il nome deriva dalla radice ebraica hgd e significa “racconto”) è il manoscritto più antico e sacro della cultura ebraica. In esso sono trascritti i riti che vengono celebrati durante il Seder, la cena rituale della commemorazione della Pasqua.
L’ Haggadah di cui si parla in questo libro, scritto in epoca medioevale nella Spagna meridionale, ha la peculiarità di essere corredato di preziose e variopinte miniature risalenti ad un’epoca in cui la cultura ebraica vietava la riproduzione di ogni genere di immagine, ammettendo soltanto i testi scritti.
Riscoperta sorprendentemente nel 1995, nel 2001 grazie ad un finanziamento dell’ ONU fu restaurata e nel 2002 finalmente esposta al pubblico nel Museo di Sarajevo.
La Brooks costruisce intorno a questo libro antichissimo e dal valore inestimabile il suo romanzo e ne riporta le vicissitudini nel tempo, riuscendo a miscelare egregiamente l’accuratezza dei dati storici, archivistici e scientifici in suo possesso a ipotesi puramente fantastiche ma altrettanto fascinose ed interessanti.
Le ricerche della protagonista Hanna, abile restauratrice e studiosa di libri antichi, hanno inizio nel 1996. Ella osservando i vari reperti ritrovati (realmente) tra le pagine del manoscritto, grazie anche all’aiuto di esperti in ogni campo e di laboratori altamente attrezzati, ci accompagna in un attraente viaggio a ritroso nel tempo, conducendoci in varie epoche passate. Ci ritroveremo così nella Sarajevo del 1940 sconvolta dalla guerra, nella Vienna del 1894, nella Venezia del 1609 tra i roghi dei libri bruciati dall’ Inquisizione e la nascita del primo ghetto ebraico, nella Tarragona del 1492 dove il volume fu per la prima volta rilegato.
Le vicende personali di Hanna, il suo rapporto contrastato con la madre, neurochirurgo di fama mondiale, i suoi conflitti interiori, la scoperta delle sue vere origini, la nascita di un inaspettato sentimento d’amore si alternano così alle storie anticamente ancorate al prezioso manoscritto. Ognuna di queste storie, vere e proprie immersioni nella Storia è arricchita da personaggi imperdibili e fortemente empatici, che intrigano e incantano in un’avvincente e continua fusione tra realtà e trame immaginarie, costruite con tutta la maestria e la creatività di cui quest’autrice è stata sempre dotata.
Fermagli d’argento mancanti, ali di farfalle di montagna, macchie di vino commisto a sangue, tracce di sale marino, peli di gatto, tutti indizi che, se esaminati attentamente, raccontano la loro storia e quella del libro che li ha conservati gelosamente dentro di sé attraverso i secoli.
E saranno le tante mani coraggiose di uomini dallo spirito libero che salveranno questa preziosa opera e la faranno diventare il simbolo della speranza e del rinnovo di quell’antica “CONVIVENCIA” tra i popoli che fu violentemente spezzata dalle follie della guerra e dai massacri delle “pulizie etniche”.

Scritta il 31/10/2008 alle 12.11 da Maristella  0 commenti
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