Storia

 


Circoli Circoli

<< Faceva un freddo cane quella notte, il vento gelido mi bruciava in gola come un tizzone di camino...
La baita di montagna, nella quale avrei dovuto passare delle felici vacanze natalizie, era tutta addobbata con fronzoli e decorazioni colorate mentre all'esterno, l'enorme abete secolare era attorniato da quelle strisce argentate che rivestono ogni albero di Natale che si rispetti.
Io e Beth, la mia compagna, eravamo seduti davanti al caminetto acceso ad ascoltare un vecchio disco di B.B.King che girava su uno stupendo impianto stereo giapponese, uno di quegli impianti che costano un sacco di soldi e che rendono un'abitazione civile una specie di chiassosissima discoteca.
I bottoncini del giradischi erano tutti illuminati, parevano ricordarci che era Natale, il giorno in cui tutti dobbiamo essere piu' buoni, gentili e altre solfe di questo genere, ma io l'ho sempre detestato il Natale...
Natale per me ha sempre avuto il significato di festa pagana, dove tutti comprano, spendono, mangiano come dei porci e il giorno dopo gia' si sono dimenticati chi era quel poveraccio che e' nato ( dicono ) in una culla di paglia in una caverna umida e pulciosa con l'alito di un bovino e di un mulo a "riscaldarlo".
Il vento non cessava la sua insistente opera demolitrice dei miei poveri timpani, il suo rumore tra gli alberi sembrava aumentare di minuto in minuto. Decisi che era tardi e che per me era ora di ritirata...
"Io vado a dormire... tu che fai... mi segui ?" dissi a Beth con voce assonnata...
"No... " rispose sbadigliando..."non ho ancora voglia di dormire... sto' qui a sentirmi il vecchio B.B.King ancora per un po'... poi arrivo... tu intanto vai..." e sbadiglio' nuovamente.
"Ok piccola..." frase seguita da un bacio sulle sue stupende carnose labbra ( motivo in piu' per mettermici insieme )..."...io vado, mi raccomando, non fare tardi.".
Lei mi saluto' strizzando l'occhio destro come aveva sempre fatto dal giorno che la conobbi...
Salii le scale di legno che, per il calore emanato dal caminetto acceso, profumavano di resina di pino e mi avvicendai in bagno nella complicata opera di restauro fisico pre-nottata di sonno profondo.
Il bagno era un locale piccolo ma accogliente, pareti perlinate in legno chiaro, accessori e "tazze varie" di ceramica cinese... insomma... un bagnetto di lusso, oltre ad essere firmato da "The Dave Sky-Line" nota marca di arredo-bagno molto costosa e raffinata.
La rubinetteria in rame splendeva come neve al sole... girai la manopola dell'acqua calda e cominciai a lavarmi... un rumore... un rumore strano... un rumore che non avrebbe dovuto esserci... il mio corpo si irrigidi' come un masso di marmo alla vista del sangue che colava dal rubinetto al posto dell'acqua.
La paura mi gelo' il sangue nelle vene tanto che se avessi voluto urlare non avrei emesso altro che sfocati sibili. Il rumore del plasma che fuoriusciva da quel maledetto rubinetto firmato mi stava uccidendo, non sapevo cosa pensare, cosa fare, avrei voluto potermi muovere per fuggire da quella orribile scena ma niente... non mi muovevo, ero come paralizzato dal terrore...
Provo a pizzicarmi ma non funziona... nella furia dei gesti riesco ad afferrare l'asta della doccia che, strappata per l'eccessivo peso, mi cade in testa con forza...


"Svegliati... ehi, che ti e' successo... ehi..." ... sentii questa voce che mi era molto familiare... aprii gli occhi ed altri non era che la mia adorata ( in particolare in quel momento ) Beth che, dopo aver sentito tanto chiasso, era salita a controllare cosa fosse mai accaduto.
"Il sangue... oddio... il sangue... il lavandino... il sangue..." le parole mi sfuggivano, ero preso dal panico post-trauma.
"Ma di quale sangue stai blaterando..." rispose con convinzione Beth...
Mi alzo, afferrandomi al porta-asciugamani... non c'era niente... guardo nel lavandino... niente... pulito come quelli delle pubblicita' dei detersivi in TV...

"Che ti prende Mike"... dice Beth con aria un po' preoccupata "ti sembrano scherzi da farmi, eh ?"
"Ma..." non dissi altro per non passare nel ridicolo... non mi avrebbe mai creduto e non intendevo rovinarmi la sera di Natale... cercai di convincermi che era stato un effetto dei tre bicchieri di Champagne "Lansòn" ( francese, di marca e molto costoso ) che mi ero trangugiato per brindare...
"Scusa... non so che mi e' preso..."... le dissi con tono di vergogna...
"Senti..." sbotto' Beth " io sono stanca e voglio andare a dormire... buonanotte!"
Entro' in camera da letto e sbatte' la porta, cosa che non faceva molto spesso, solo quando era arrabbiata... la mia opera di convincimento di me stesso che era stato un incubo o qualcosa che gli somigliasse non funzionava... sapevo distinguere un incubo dalla realta'... e quello non era un incubo...
Mi restava solo da aspettare che accadesse qualcos'altro...

...e non dovetti attendere molto visto che, appena smisi di pensare alla inaspettata reazione di Beth
(come ho già detto si arrabbiava molto raramente), mi accorsi subito di uno strano bagliore che fuoriusciva dagli spessi bordi della specchiera sopra il lavabo.
Questa volta devo stare tranquillo, pensai , sforzandomi con tutte le mie energie di far sciogliere quello stretto nodo che mi attanagliava lo stomaco.
Presi l'asciugamano strettamente (so che è ridicolo ma mi fece sentire come difeso,come armato) e mi avvicinai lentamente alla superficie lucente dello specchio.
Socchiusi gli occhi che divennero due fessure e iniziai a studiare la mia immagine riflessa... tutto normale e quella luce sembrava scomparsa.
Sentii lentamente l'adrenalina lasciare il posto ad un senso di spossatezza che rese i miei arti pesanti e deboli; "E' solo colpa del Lansòn ",pensai,"credo che per un bel po' andrò ad acqua" e fu proprio in quel momento , mentre i miei occhi cambiavano campo di visuale seguendo il movimento del corpo che, come in un sogno, percepii sfuggente un ombra dietro alla mia immagine.
Mi voltai bruscamente verso lo specchio fissando il mio viso riflesso con occhi sbarrati ma vidi solo la mia paura e niente altro.
Quell'ultimo spavento, tra l'altro subìto senza senza nessuna reazione di sfogo , mi lasciò un profondo senso di panico che sentii penetrarmi fino al midollo in ogni osso del mio corpo.
."Dio mio , sto diventando matto , ho sempre retto gli alcolici... e poi sembra tutto così vero....."
Ancora quella luce
"Basta....! basta!" gridai con il pensiero e tutto parve normalizzarsi .
Finalmente il bagno tornò come lo avevo sempre conosciuto : caldo, confortevole, sicuro.
Presi in fretta l'accappatoio e mi allontanai da quella stanza che mi risultava ormai ostile ; come un bambino corsi verso la camera da letto "Beth" ,il suo nome mi risuonò nella mente come un oasi di pace.
Aprii di fretta la porta che ci separava temendo di non trovarla ma la sua sagoma che si intravedeva sotto il piumone fece rallentare immediatamente i battiti frenetici del mio cuore.
"Beth" e il mio pensiero si fece suono ,un suono tremante , quasi infantile.
Beth si voltò di scatto con un'espressione spaventata "Cosa c'è ?" domandò preoccupata "Mike sei pallido che cos'hai?".
Notai immediatamente il suo sguardo ; era sì preoccupato ma c'era un bagliore di paura nei suoi grandi occhi scuri e fu grazie quella paura che tornai in me.
Non potevo permettermi di spaventarla, non me lo sarei mai perdonato, dovevo proteggerla a qualunque costo, anche dalle mie paure.
Mi sedetti sul letto e ci abbracciammo forte ;il suo calore mi diede pace e probabilmente fu lo stesso per lei visto che, quando poi la riguardai in viso, era scomparsa quell'espressione tesa.
"Scusami se prima sono stata brusca !" mi disse con tono dolce "ma oggi è stata una giornata strana. Quando sei stato in paese, stamani, sono successe cose inspiegabili che non ti volevo raccontare ma credo di capire che anche a te è accaduta qualche cosa di simile.
Il mio modo brusco era solo un tentativo di scacciare queste stranezze; come una sciocca pensavo bastasse negarle per...."
E senza finire la frase mi abbracciò di nuovo nascondendo il viso nell'incavo della mia spalla.
Rimanemmo così, in silenzio, mentre il freddo vento scuoteva gli alberi provocando un sibilo che ormai pareva spettrale...

Mentre stavamo li' ascoltando i nostri singhiozzi di paura fummo scossi da un altro sibilo che proveniva da sotto il letto; sfidando la mia atavica paura dei mostri nascosti sotto il letto controllo e trovo un orsacchiotto di peluche che avevo perso innumerevoli anni fa e che mi riporta alla memoria i fatti ad esso legati...
Mio fratello, che mi rompeva tutti i giocattoli e poi mi picchiava...
Mia madre che tutte le volte che mi picchiava poi andava in cucina e piangeva, piangeva mentre io raccontavo al mio orsacchiotto quanto fossero tutti cattivi...
La morte di mio padre e mia madre in un incidente stradale e con loro in macchina fu trovato il mio orsacchiotto di peluche che avevo dimenticato (ma l'avevo veramente dimenticato?)...
Ad un tratto fisso l'orsacchiotto, e vedo nelle sue pupille rosso brillante un riflesso di odio immane, probabilmente per averlo abbandonato in solaio per tutti questi anni, fisso Beth e la ritrovo immobile a occhi spalancati, innaturalmente fissa su di un punto lontano, come se non esistessero pareti o mobili e all'improvviso quella voce, bassa, baritonale, una voce che proviene dai miei incubi dell'infanzia:
'Salve Mike, è da un po' che non ci si sente più, e mi hai abbandonato tutti questi anni per questa sgualdrinella e una vita di champagne e caviale, ma non sai che tutto questo fa parte del patto... non ti ricordi il patto...'
IL PATTO!!!! IL PATTO!!!!
'...avevi chiesto una vita libera, infinita, donne, soldi, fama, successo e ottenuti questi non ti ricordi neppure cosa avevi dato per ottenerli, perchè non provi a chiedere a tua madre e tuo padre se sono contenti di essere stato l'anticipo della tua fortuna, ma ora è arrivato il giorno, devi pagarmi la seconda rata, ora il tuo successo e la tua vita sono sospese sulla decisione di proseguire quella famosa partita che iniziammo anni fa... e tocca a te muovere!'
E all'improvviso appare sul tavolo una scacchiera con la mia apertura Chebichev-Sparssky contro la difesa italiana di lui.
Mi prendo un attimo per descrivervi LUI, sì Lui... tutti lo immaginiamo brutto, con due corna, zoccoli, coda e puzza di zolfo all'apparire, ma è tutto diverso, anzi penso che vari di persona in persona, nel mio caso come nell'infanzia il mio LUI si presentava come un enorme orsacchiotto, il mio confidente di quando ero bambino, sempre pronto a consolarmi, sempre pronto a darmi dolci parole e offrirmi le illusioni di una vita perfetta, migliore, dovevo immaginarlo quando ho visto quell'ombra nello specchio che si trattava ancora di Lui, come potevo scordarmi della seconda rata... se possiamo sperare di gabbare gli agenti del fisco, a LUI non è possibile scappare nè chiedere una proroga, più preciso di un Cartier-Levanson lui arriva il giorno giusto all'ora giusta e se ti rifiuti di pagare la tua rata, non muori, semplicemente il mondo prosegue come se tu non fossi mai esistito, come se la tua vita non fosse che una parentesi temporale chiusa e dimenticata, come se il mondo non avesse mai sentito il tuo passo; come ci riesca non sono mai riuscito a capirlo, nonostante grazie al suo aiuto abbia avuto le lauree in ingegneria aerospaziale, fisica temporale e matematica astrofisica questo suo metodo di agire tutte le volte che cercavo di capirlo inspiegabilmente tendeva a sfuggirmi, non carpivo il concetto concreto... ma ora sto divagando...

Torniamo alla partita, ci eravamo scoperti casualmente giocatori di scacchi e allora facevamo lunghe partite, senza che mio padre si preoccupasse piu' di tanto, avevo detto a lui e la mamma che ero in corrispondenza con un amico per una partita, ero arrivato persino al punto di spedirmi delle lettere dal liceo per vedere la soddisfazione e non il sospetto sulla faccia di mio padre quando controllava gli sviluppi della partita, e poi abbiamo cominciato ad andarci pesante, abbiamo deciso che per ogni pedina che veniva mangiata da me io ottenevo un favore da Lui, e per ogni pedina mangiata da LUI otteneva un anima (anche queste semplicemente era come se non fossero neppure esistite...) e io ingenuo, non avevo capito a cosa servissero e cosa se ne facesse! (mi disse una volta che si tratta di una gara tra LUI e un certo DIO)
E ora era il momento di un altro pezzo di partita, come ogni 25 anni, e la mossa era mia:
Torre e4 e8 mangia cavallo! subito mi affiora alla mente e non mi permetto di perdere un vantaggio così grande, subito gli dico :'Allora cosa mi manca?'
'Bravo, vedo che sai approfittarne, ma prima di chiedere qualcosa guarda il pedone scoperto: Alfiere h7 c2 e hai un pedone di meno, allora chi è questo pedone?'
CAZ... la trattativa ora era dura, potevo solo cercare di metterlo con le spalle al muro facendo pressione sul mio vantaggio di Donna : 'Senti - gli dico- io voglio una mia azienda, saro' il direttore generale e tu puoi prendere, puoi prendere... Sal, prendi Sal! Per il valore di un pedone il mio socio in affari puo' essere piu' che buono!' ma in effetti miravo molto piu' in alto, molto ma molto piu' in alto!!
Arrocco corto, seguito da una mossa non male di casella di alfiere, subito parata con una difesa di cavallo, poi dopo un paio di mosse di temporeggiamento guardo il mio orsacchiotto e sparo lì la mia mossa decisiva: ' Donna d4 g7 mangia donna nera, anche se c'e' uno scambio a me va bene!'
'D'accordo - dice LUI - Pedone su Donna bianca, allora cosa vuoi e che mi dai in cambio?'
'Governatore mondiale e Beth, ma poi ci rivediamo tra 25 anni!'
'Come proposta mi piace, anche se effettivamente il passare altri 25 anni in solaio mi fara' ammuffire ancora di piu' questa orecchia che e' rimasta umida dopo il temporale di 12 anni fa... d'accordo, come e' detto sara' fatto...'

<La baita di montagna, nella quale IO, il nuovo governatore mondiale avrei dovuto passare delle felici vacanze natalizie, era tutta addobbata con fronzoli e decorazioni colorate mentre all'esterno, l'enorme abete secolare era attorniato da quelle strisce argentate che rivestono ogni albero di Natale che si rispetti.
Io e Juliet, la mia stupenda compagna, eravamo seduti davanti al caminetto acceso ad ascoltare un vecchio disco di B.B.King che girava su uno stupendo impianto stereo giapponese, uno di quegli impianti che costano un sacco di soldi e che rendono un'abitazione civile una specie di chiassosissima discoteca, davanti al caminetto una scacchiera con un attacco Nurshav-Kursakov con scambio di Donne..."

 

Scritta da fletcherlynd il 02/11/20080 commenti

Esprimi il tuo giudizio:
     

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.