Storia

 


Circoli Circoli

Stava lì, dietro la linea gialla, aspettando il suo turno alla cassa n° 3; una discreta fila affollava la banca in quei giorni di ripresa.
Ormai lo stop delle vacanze invernali era finito, ma Stefano non riusciva proprio a riadattarsi alla solita routine.
Era tornato da pochi giorni, dopo quasi venti di assenza, ed ora il clima ed il rientro alla normalità rendevano vano quel lungo periodo di relax.

Sbadigliò tra i denti e si portò sbadatamente la mano alla nuca per allentare la tensione dell'attesa; in quel momento le sue dita sfiorarono la collanina...presenza insolita, poi ebbe un flash di memoria, e come preso da una leggera scossa sentì una percezione di caldo scendergli lungo il ventre ed arrivare dritto dritto ai lombi; avvertì i battiti aumentare, il sangue accellerò il suo circolo: stava avendo un'erezione, il volto gli si colorì di un leggero sorriso.
Rivide il viso delicato di Allegra ed udì quelle ultime parole, - voglio che la tenga tu, è un caro ricordo...ma sono felice di donartela...-.
Abbottonò la giacca, quei jeans erano troppo aderenti per non far notare. Mise le mani nelle tasche e si toccò lievemente, ebbe un brivido di piacere, ed un moto di rabbia: era fermo nella sua decisione, non avrebbe più ceduto ai suoi espliciti ricatti...troppo era in gioco.
Aveva una reputazione da mantenere, se si fosse saputo in giro avrebbe perso tutto, e nella sua posizione non poteva permetterselo...doveva farsene una ragione, essere irremovibile, ma come fare, quella donna lo faceva impazzire di desiderio...pensare ad altro, ecco, quello era il sistema, gettarsi nel lavoro e pianificare la soluzione migliore.
Si frizionò delicatamente il collo, tormentando la collanina di vetro di murano...sapeva già come procedere. Toccava a lui, oltrepassò la linea gialla.

Appoggiò la cartelle sul bancone e ne estrasse assegni e ricevute varie, la cassiera gli riservò un sorriso speranzoso è ammiccante.
Salutò la ragazza con garbo e ricambiò il sorriso, tanto immaginava già quello che gli avrebbe chiesto di li a poco.

Stefano era senza alcun dubbio quel che si dice un bel tipo: non troppo alto, un corpo proporzionato, spalle larghe, bella nuca e collo forte da uomo, addominali pronunciati e tutto il resto adeguato; a questo si aggiungeva un viso elegante ed una gentilezza innata.
Qualche anno prima aveva rilevato un vecchio locale in disuso, con l'aiuto di un socio e qualche investitore facoltoso, tra corso europa e largo dei bersaglieri nella centralissima Milano.
Ne aveva ricavato un locale esclusivo e di tendenza, in linea con la carica che ricopriva nel sociale...

Chiuse la cartella porta documenti dopo averci riposto gli estratti conto ed i movimenti; lui si ostinava ancora a non voler fare queste operazioni comodamente dal suo ufficio, diceva che gli piaceva stare a contatto con la gente, gli metteva allegria, lo trovava un modo meno tedioso di risolvere queste incombenze quotidiane...
La ragazza allo sportello abbozzò un'altro sorriso, ma stavolta meno sfrontato, e formulò in un fil di voce la domanda: - Stefano senti... - non che la conoscesse molto bene, ci aveva parlato qualche volta quando gli era capitato di essere servito come cliente della succursale, ma lui era irremovibile con tutti: chi lo conosceva doveva dargli del tu...il lei lo riservava solo agli stronzi o chi riteneva tale, e vi assicuro che ne aveva incontrati tanti in vita sua ! - ... tra qualche giorno è il mio anniversario di matrimonio, sai vorremmo festeggiare nel tuo locale...non è che puoi riservarci un tavolo per sabato prossimo... - Stefano alzò gli occhi e sorrise... - sai quali sono le regole, pochi e selezionatissimi...comunque per te farò un eccezione tesoro... - Le chiamava tutte così, e quel "tesoro" detto ad un certo modo produceva sempre scompiglio e rammarico nella sfera femminile.

Allegra sventagliò la pass-card compiaciuta e trionfante sotto il naso dell'amica: - visto...!? ho vinto...pagare! sganciare!... - l'altra abbozzo un mezzo sorriso sardonico e incassò il colpo, - ...che ti avevo detto niente è impossibile a questo mondo ! - C'erano due cose che piacevano ad Allegra più di ogni altra, il suo lavoro da free-lance e scommettere: tutta la sua vita era una scommessa, un gioco, portato avanti a suon di puntate.

Quando vide Stefano per la prima volta, stava ad un convegno sull'integrazione per le minoranze discriminate; era stata inviata da una nota testata femminile.
Diede di gomito all'amica, - ...lascia stare, quella è una puntata persa anche per te... -. In realtà lo conosceva già, ma solo di nome, la sua popolarità nel suo ambiente lo precedeva.
Allegra si voltò verso l'amica e le sussurrò sorridendo: - mai dire mai...! -.

Il relatore non riusciva a trattenere l'attenzione di Stefano; più che altro era attratto da quelle due giovani donne che sedevano due file avanti a lui.
Le aveva notate nella hall che si scambiavano segni d'intesa ammiccando.
Fissò il suo interesse sulla nuca delicata di Allegra. Aveva i capelli corti tipo alla maschietta, ed ogni volta che si voltava verso l'amica ne intuiva il nasino alla francese ed il profilo delicato. Pensò che fosse graziosissima, ma era ben lontano da pensare che fosse il suo tipo.

Era quasi mezzanotte quando tutti i relatori finirono. Fu allora che Allegra fermò decisa Stefano, quale scusa migliore per abbordarlo, un intervista, era o non era una giornalista?!
Lo intrattenne amabilmente per circa dieci minuti, il tempo che la sala conferenze ci mise a svuotarsi da una folla varia e colorata.
Quando infine anche loro si decisero ad uscire, fuori pioveva a dirotto e le vie del centro milanese erano ancora molto trafficate.
Stefano le propose di seguirlo nel suo locale che era a pochi isolati da lì. Era un freddo venerdì notte e lui doveva assolutamente controllare che tutto filasse liscio, insomma farsi vedere dagli avventori, essere amabile con i clienti e intrattenere gli ospiti più facoltosi.

Allegra si stupì dell'atmosfera tranquilla appena entrò. Quel posto aveva un'aria quasi da loft, sobrio ed elegante, niente di estremo o hard. Il bianco era assoluto nella grande sala circolare, solo poltrone e divani frau spezzavano quel candore. Quattro grandi archi ad ogiva introducevano in altrettante sale a tema. Seguì il suo cicerone passo passo, facendosi condurre ed ammirando la fantasia e l'estro degli arredi.
Poi fu la volta dell'ufficio di Stefano, che diversamente dal resto del locale, era intimo e raccolto.
Non perse tempo, quell'uomo le piaceva, era bello e impossibile, poi aveva scommesso, quale occasione migliore. Giocò e vinse come sempre!
Fecero l'amore appoggiati alla grande scrivania, quasi con violenza. Consumarono quel pasto in fretta ed a grandi morsi...

Fu in quel modo che si trovò in possesso di una pass-card del più prestigioso locale della Milano trasgressiva...ma ora che la stava sventagliando avanti al muso incazzato della sua amica, un sorriso amaro le si stampò in viso.
Poteva anche innamorarsi di quell'uomo bello ed intelligente...ma non fu che un momento di cedimento, allontanò quel pensiero molesto: " sono o non sono una stronza patentata...?! ".

Prima di uscire dalla banca Stefano infilò trenta biglietti da 500 euro in una busta gialla da cancelleria.
Oramai aveva deciso e pianificato, quella era senza alcun dubbio la soluzione ottimale...finale.
Il suo aggancio lo stava aspettando fuori. Consegnò la busta; avrebbe pensato lui a tutto.

Quando uscì dalla redazione erano quasi le dieci di un gelido e nebbioso martedì sera, e non si vedeva anima in giro.
Allegra si alzò il bavero del cappotto e maledisse in cuor suo quel clima; era quasi aprile e Milano restava ancora nella morsa del gelo.
Estrasse le chiavi dalla borsa e si avvicinò alla smart.
Non fece nemmeno in tempo a salire che la sua attenzione fu attratta dal fondo della via: un vecchio ducato sgangherato svoltò l'angolo percorrendo quei pochi metri. Le piombò addosso sferragliando come una locomotiva traendola fuori dal mondo in un attimo...

L'indomani mattina Stefano tirò un sospiro mentre sfogliava le notizie di cronaca . Quella donna lo aveva tormentato per due mesi, con richieste e prestazioni assurde. Aveva optato senza dubbio per la soluzione più estrema, ma lo aveva messo con le spalle al muro, e lui odiava non essere padrone del suo destino; se la storia tra lui ed Allegra fosse trapelata avrebbe perso tutto, e questo non poteva permetterlo: era presidente e fondatore dell'arci-gay milanese, iscritto a varie associazioni contro la discriminazione delle minoranze, nonchè proprietario del più esclusivo locale alternativo gay-lesbo, dove solo pochi e sceltissimi etero potevano entrare, e solo se accompagnati!
Chiuse il quotidiano, ed un senso di pena e rimpianto lo colse...ma non fu che un attimo!

...mentre guardava quel capannello di volti che si affannavano sopra di lei, tutto andava svanendo ingoiato nel buio silenzioso del trapasso. Alla fine immaginò di aver chiuso gli occhi e quasi inconscia ebbe un ultimo pensiero felice e disperato insieme. Non era riuscita a farsi amare dall'unico uomo che mai l'aveva interessata davvero: aveva forse perso la sua prima scommessa?...era forse amore quel rammarico amaro?



 

Scritta da cannealvento il 06/05/20090 commenti

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