Storia

 


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Da quando Gec sapeva cacciare sapeva anche che esisteva pericolo nella grande palude.

Suo padre gli aveva raccontato tutto sui Croc-crocdilli, grandi bestie feroci con enormi fauci, che non lasciavano scampo, e il GrandeCra, con la sua lingua appiccicosa, senza considerare le Sabbieumide che annegavano gli uomini trascinandoli sotto.

Suo nonno aveva visto il Bum, che aveva sciolto le nevi ed i ghiacci, fino alle banchise polari, trasformando il mondo in un gigantesco pantano, dove la pioggia di morte continuava per anni e ti portava via la pelle, facendoti morire piano piano.

In questo grande acquitrino potevi trovare il cibo, e Gec e Gion erano lì per questo, o il cibo poteva trovare te prima, e allora erano guai. C'erano sempre più Sabbieumide; per trovare cibo dovevi spingerti sempre più distante, perchè ormai rimanevano pochissime cose commestibili, qualche Cra se eri fortunato, perchè la tribù di mangiare i Croc non ne voleva sapere; e un Croc inoltre era molto più pericoloso di un Cra, quindi Gec e Gion erano d'accordo con la tribù e ne stavano ben lontani.

Le Buzze erano fameliche oggi, ma erano quelle piccole, le più grandi di questo stormo erano solo 35 centimetri, le cucciole erano lunghe già 10, ma non erano pericolose come quelle da 1 metro, che se prendevano un uomo lo prosciugavano di tutto il sangue, queste potevi ancora respingerle, inoltre nell’area dei Cra erano sempre meno, perché questo se ne cibava quando non trovava esseri umani.

Nei ricordi del vecchio saggio Cra era buono, anche se uccideva gli uomini che lo cacciavano, ma una volta era stato un amico, liberando le case dagli insetti; sembra che nei primi periodi degli allagamenti fosse addirittura considerato un animale domestico, ma le generazioni successive erano diventate troppo grosse ed erano state scacciate, prima solo per ingombro, poi diventando un'ambita preda per i cacciatori che trovavano in lui un'ottima scorta di carni squisite.

Gec fa un cenno a Gion indicandogli di stare in silenzio, ed eccolo, dietro una radice acquatica giaceva nel fango il Cra, anzi un GrandeCra! erano almeno 1000 chili di carne, enorme per una bestia di quel tipo. Una quantità di carne indispensabile alla tribù, che non poteva ormai sperare di trovarne altra, non da quando gli altri animali erano stati sterminati, prima ancora dell’allagamento, dai pesticidi e dai virus genetici.

Gec doveva ucciderlo con un sol colpo, o la rana avrebbe potuto ingoiarlo in un solo boccone, e la tribù non solo non avrebbe avuto nulla da mangiare, ma anche una bocca in meno da sfamare... per sempre.

Era l’alba ed il GrandeCra stava addormentandosi, era il momento migliore; serrando forte la propria lancia Gec si lanciò correndo fuori dal nascondiglio e piantò il bastone acuminato in mezzo agli occhi della bestia, che stramazzò inerme senza neanche capire cosa le era successo. La tribù adesso aveva cibo, ma soprattutto la tribù aveva ancora Gec, cosa di cui lui stesso era molto contento.

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ZZZZZZ … A tutto lo sciame ... Via libera … ZZZZZZ … l’ultimo paladino è morto … carne fresca a battito d’ali, a disposizione … ZZZZZZ … Il mondo è nostro … ZZZZZZ

 

Scritta da fletcherlynd il 22/10/20080 commenti

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