Storia

 


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Le tue labbra sottili non trattenevano il tremore, come una voce sommessa, che vorrebbe urlare ma non ne ha il coraggio. E piangevi. Sei sempre stata così, un angelo leggero che sembrava piegarsi a ogni soffio di vento, ma che era in grado di reggere tutto il peso del mio mondo. Il più dolce e timido dei titani.

Perché non mi guardavi? Per non trasmettermi neanche un attimo di quell'angoscia, ne sono sicuro. Perché avevi attraversato la notte per vivere una parentesi di gioia, la speranza di una felicità che non fosse il volo di una foglia.

Io dovevo andar via, dovevo svegliarmi.

Ho ingannato il diavolo e in un attimo di distrazione ti ho raggiunta, ti ho abbracciata e... tu piangevi. Perché sapevi che tutto sarebbe stato rimandato, ancora, un'altra volta, per chissà quante volte. Un abbraccio che è durato una vita o forse una notte. Le mie parole erano le tue parole, ma non siamo riusciti a dire nulla.

Io dovevo andar via, dovevo svegliarmi.


 

Scritta da massileo il 22/04/20090 commenti

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